Un tempo l’appartamento di Eco era un albergo. Una grande pensione frequentata da indossatrici. Su un lungo corridoio si affacciano tante camere, piccole quasi quanto le celle dei monaci medievali, in cui intravedo computer e libri. Immagino (senza chiedere conferma, per non essere deluso) che ogni stanza corrisponda a un’attività del padrone di casa.

Umberto Eco tragico ottimista, “La Repubblica”, 20/04/1996

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Bernardo Valli
Bernardo Valli

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"Dietro le guerre, le rivoluzioni, i grandi fatti della Storia, ci sono donne e uomini che li hanno vissuti e alle volte provocati. Questo libro è l’impressionante catalogo di personalità – una scelta ovviamente incompleta – che Bernardo Valli ha incontrato in quasi sessant’anni di giornalismo. Una carriera unica che sulle pagine dei principali quotidiani italiani lo ha portato a confrontarsi, tra gli altri, con Lumumba, Che Guevara, Khomeini, Walesa, e a raccontare Mao, Deng Xiaoping, Tchang Kaï-chek, Soares, Wojtyla, Bin Laden. Ma anche colleghi importanti come Terzani, Scalfari, Viola, Cavallari, Bocca, Maraini, Fallaci. Per “Il Giorno”, complice un nostro ambasciatore in India, è stato il primo giornalista italiano a incontrare il Pandit Nerhu: la sua intervista al premier indiano a Nuova Dehli è ancora oggi di una impressionante attualità. Era il 1959, Bernardo Valli aveva 29 anni".
Libro
€ 22,00

ISBN: 9791281276468

Libro: 368 pagine

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Bernardo Valli

Bernardo Valli nasce a Parma nel 1930. La sua straordinaria carriera inizia nella cronaca di Milano del quotidiano “L’Italia”, nel 1955. L’anno seguente passa a “Il Giorno” diretto da Gaetano Baldacci che nel ’57 lo invia in Marocco. Sarà il suo primo reportage di politica estera. Negli anni Sessanta segue il Sudafrica e la decolonizzazione africana, ed è corrispondente da Londra. Dal ’73 al ’77 passa al “Corriere della Sera” di Piero Ottone che nel ’75 lo manda in Estremo Oriente dove segue la guerra del Vietnam, l’India, il Giappone, la Cina, prima di stabilirsi definitivamente a Parigi. Dal ’77 al ’79 scrive per “La Repubblica” di Eugenio Scalfari, che lascia dal ’79 all’85 per andare a “La Stampa” diretta da Giorgio Fattori. A “La Repubblica” torna nell’85 e vi resta fino al 2020. Dal 2016 al 2022 ha tenuto una rubrica – “Dentro e fuori” – sul settimanale “L’Espresso”.

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