C’è una cosa che non bisogna chiedere all’amore. È quella di trasformare le nature infelici. Si capirà, dopo la lettura di queste pagine, che non ho fatto quest’osservazione alla leggera.

Memorie di un uomo particolare
Emmanuel Bove
Emmanuel Bove

Memorie di un uomo particolare

Traduzione di Paola Vallatta

L'uomo particolare, Jean-Marie Thély, è inquieto. A preoccuparlo è una lettera che, forse, potrebbe cambiare il suo destino. Sono solo quattro righe, inviate per rimandare un appuntamento. Non sembrano, però, di buon augurio. Jean-Marie possiede fascino e nient’altro: è un parassita che sogna soltanto di avere un posto tutto suo tra gli uomini. Ma è la sua stessa storia che gli impedisce di occuparlo. È figlio di una violenza e durante l'infanzia e la giovinezza, trascorse soprattutto dalle parti di Compiègne, nord della Francia, non lontano da Parigi, cresce nella casetta dei custodi, distante e al tempo stesso vicino alle famiglie ricche della zona. Si arrabatta, cerca di distinguersi dagli altri bambini e una giovane signora benestante lo prende sotto la sua tutela. La tradirà, come ha sempre tradito tutti, con nonchalance. Tutto in questa storia avviene per caso. Tutto è appena accennato. Persino la guerra, che aleggia sulle pagine centrali del romanzo e che condiziona l'intera vita del protagonista, rimane sfumata, sullo sfondo.
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ISBN: 9791281276055 / 9791281276017

Libro: 232 pagine

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Emmanuel Bove

Emmanuel Bove, nato a Parigi nel 1898 e morto nel 1945, è prima di tutto un personaggio di fantasia. Il vero nome dello scrittore è infatti Emmanuel Bobovnikoff, lo stesso di suo padre, ma si firmerà sempre Bove. Figlio di un ebreo senza un impiego stabile, nato nel ghetto di Kiev e fuggito dai pogrom russi, e di una donna delle pulizie lussemburghese, non ha avuto una vita facile. Durante la Prima guerra mondiale si arrangia con piccoli lavori tra Parigi e Marsiglia. Nel 1922 si sposa e si trasferisce in Austria, dove comincia a scrivere. Ha due figlie e divorzia nel 1930 per risposarsi poco dopo con una ricca signora, con la quale vivrà qualche tempo ad Algeri durante la Seconda guerra mondiale. Scoperto da Colette – che nel 1924 fece pubblicare I miei amici, il primo romanzo, considerato il suo capolavoro – era amato da Rilke come da Beckett. Bove è autore di una trentina di opere, in gran parte ampiamente autobiografiche. Negli anni Ottanta, dopo un lungo oblio, è stato riscoperto e tradotto in tedesco da Peter Handke che lo considera un autore di culto e sostiene che «dovrebbe essere il santo patrono degli scrittori (puri), più di Kafka e alla stessa stregua di Anton Čechov e Francis Scott Fitzgerald».