L’Avana era minacciata dal saccheggio di chi ci viveva, dalla pioggia e dal vento, dalla sabbia del mare con la quale l’avevano costruita, dalla luce violacea del pomeriggio, dall’erosione del vento marino e dallo sguardo implacabile dei suoi abitanti.
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ISBN: 9791281276284 / 9791281276277
Libro: 252 pagine
SCARICA ESTRATTO PDFConsiderato uno dei più importanti scrittori cubani, quando scoppia la revolución Antón Arrufat (Santiago de Cuba 1935 – L’Avana 2023) ritorna dagli Stati Uniti dove si era esiliato durante il regime di Batista. Nei primi anni 60 Cuba è animata da una grande libertà creativa, si fondano riviste letterarie e poetiche delle quali Arrufat sarà tra i protagonisti assieme a Cabrera Infante, Piñera, Lezama Lima, Carpentier… Ma nel ’68 scrive una pièce di teatro che il regime di Castro giudica controrivoluzionaria (Los siete contra Tebas) e per quattordici anni sarà “esiliato” in una biblioteca dell’Avana, controllato a vista, con il divieto di scrivere. A differenza di Heberto Padilla, il cui “caso” è contemporaneo al suo, Arrufat non lascerà mai Cuba. Dopo la fine del castigo, alla metà degli anni 80, il regime farà marcia indietro e lo riterrà degno di onori e di premi letterari. Poeta, drammaturgo e saggista, figura carismatica e discussa, Antón Arrufat è autore di tre
soli romanzi:La caja esta cerrada del 1984, La noche del aguafiestas del 2000 e L’Avana mi parla del 2019.
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